“Io dico che queste mura sono strane: prima le odi, poi ci fai l’abitudine, e se passa abbastanza tempo non riesci più a farne a meno: sei istituzionalizzato. È la tua vita che vogliono, ed è la tua vita che si prendono. La parte che conta almeno”

 

Ho scelto questo progetto di servizio civile perché volevo conoscere da vicino l’ambiente penitenziario, conoscere le persone che avevano commesso dei reati per cercare di capire cosa li ha portati a delinquere.

Sono ormai a più della metà di questo percorso e devo dire che l’idea che finirà presto mi rende triste, perché mi sono trovata molto bene con gli altri volontari e operatori, e inoltre sto facendo davvero un’esperienza arricchente dal punto di vista umano oltre ad imparare nel pratico.

E’ stato un periodo pieno di sorprese e anche delusioni che però mi hanno aiutata a crescere, ad imparare a gestire meglio i conflitti, sia quelli con le persone che quelli miei interni.

Per me è stata molto utile anche la formazione, sia generale che specifica, perché mi ha permesso di conoscere tanti altri ragazzi/e in servizio civile, potermi confrontare con loro sulla nostra esperienza e sulle diverse realtà in cui ci troviamo a lavorare. Inoltre la specifica mi ha permesso di approfondire la parte teorica dell’ambito penitenziario.

Vivendo la quotidianità in casa famiglia con queste donne che hanno commesso dei reati impari a non giudicarle per ciò che hanno fatto  ma a vederle semplicemente come persone, che hanno si sbagliato ma che sono pronte a riscattarsi, a dimostrare che un cambiamento è possibile.

Ovviamente non sempre, purtroppo, questo cambiamento è possibile. Ho conosciuto alcune persone al centro colloqui e ho cercato di aiutarli per il loro reinserimento sociale; mi sono resa conto che è davvero difficile aiutare certe persone che hanno vissuto una vita intera in carcere e che hanno interiorizzato come giusto il loro modo di vivere, non elaborando il  reato e definendosi loro stessi delle vittime.

Spero che tanti altri ragazzi scelgano di fare il servizio civile perché secondo me è un anno della propria vita ben speso a favore degli altri, dove si può conoscere una realtà che rimane in ombra, che può far paura ma solo conoscendola si può migliorare; evitando di escludere o lasciare ai margini certe categorie di persone, le cose forse possono andare  un po’ meglio.

Deborah