INDICE:

La nostra voce 
Fiera gastronomica 
La Casa Famiglia si rinnova 
Cronaca dal carcere 
Sportello legale 
Testimonianze: ho condiviso paure e speranze 
La vostra voce 
Notizie dalla Misericordia

LA NOSTRA VOCE

Venerdì 16 settembre, terminata la S. Messa nella cattedrale di Genova, le delegazioni hanno iniziato la seconda giornata del 26° Congresso eucaristico nazionale, trasferendosi con le navette per visitare i cosiddetti “luoghi della misericordia”: 46 luoghi dove vivere da vicino la carità e la solidarietà. Tra le 46 realtà  è stata scelta la Veneranda Compagnia di Misericordia dove i delegati hanno vissuto un momento di preghiera e catechesi, avvicinandosi ad un mondo conosciuto soltanto attraverso i giornali e la televisione. Carcerati e famiglie dei carcerati si trovano troppe volte in gravi difficoltà per l’inserimento nella società civile: vengono umiliati ed emarginati. Queste e altre riflessioni sono state fatte nel confronto tra la delegazione e i volontari della Compagnia.

Anna

Nell’ambito del Congresso eucaristico, svoltosi nella nostra città, abbiamo accolto una commissione di delegati in visita alla nostra associazione, per conoscere più da vicino il nostro operato sul territorio. Dopo la visita, con una corale sentita preghiera abbiamo cercato di conoscerci meglio presentando le nostre attività e alcuni dei confratelli e consorelle che si adoperano nel portarle avanti. Ricordiamo, in primis, i nostri visitatori carcerari che, nei carceri di Marassi e Pontedecimo consentono, con le loro visite, di instaurare un rapporto personale con i singoli detenuti per dare loro fiducia nel prossimo e favorire il possibile recupero morale e sociale. Spieghiamo in seguito che, per i familiari dei detenuti e per i detenuti in misura alternativa,  presso la nostra sede opera un centro di ascolto, mirato all’analisi dei singoli casi e alla ricerca delle soluzioni più adatte. Presentiamo quindi ai delegati i laboratori di cucito, lavanderia e stiro, la casa famiglia aperta 24h capace di ospitare fino a 8 persone. I nostri ospiti sono interessati al lavoro delle nostre allieve, raccogliendo da alcune interessanti testimonianze della loro vita. Hanno poi visitato casa Mandela, i cui locali accolgono carcerati in permesso premio, ottenuto dall’autorità giudiziaria, per brevi incontri con i propri familiari. Al termine della visita, una semplice colazione preparata dalle nostre volontarie, ci riunisce nel salone per lo scambio di ulteriori notizie, con la promessa di rivederci, come si fa tra amici.

Fulvia Saccomanno

Le Consorelle della Veneranda Compagnia di Misericordia hanno il piacere di invitarvi alla

FIERA GASTRONOMICA

con specialità genovesi e capi confezionati dalle ragazze dei laboratori scuola

Mercoledì 16, Giovedì 17 e Venerdì 18 Novembre 2016

dalle ore 10.00 alle 18.30

nella sede di Via San Donato 6

(cancello) 0102469174.

Vi attendiamo con molta gioia, portate i vostri amici, fateci conoscere

 

LA CASA FAMIGLIA SI RINNOVA

Dopo tanti anni la Casa Famiglia della Compagnia si è rinnovata nella gestione venendo incontro alle esigenze delle utenti e delle volontarie che con il tempo sono cambiate. Oltre a ciò il cambiamento è stato dettato anche da esigenze economiche in quanto i costi di gestione sono alti e la Compagnia non riusciva più a far fronte alle spese. Dopo varie riunioni e la consulenza di Sesta Opera, che a Milano aveva aperto una realtà simile, si è arrivati alla conclusione che in questo modo si dovrebbero riuscire a contenere le spese e i costi. Da settembre la casa è autogestita durante il giorno mentre la sera e la notte è assicurata la presenza di un’operatrice o una volontaria. Ogni ragazza viene seguita da un tutor di centro colloqui che ne cura il percorso e il progetto individuale cercando di attivare borse lavoro in modo da favorire l’autonomia e il reinserimento.  Sono anche previsti degli incontri con una psicoterapeuta che dovrebbe aiutare a creare il clima di gruppo tra di loro e aiutarle ad affrontare i possibili conflitti che la convivenza potrebbe portare, oltre logicamente a favorire l’elaborazione del vissuto personale di ogni ragazza sia in relazione al reato commesso sia in ogni sfera della propria vita.

Casa Famiglia alla Veneranda Compagnia di Misericordia di Genova

 

 

 

 

 

 

 

CRONACA DAL CARCERE

 All’interno del carcere di Marassi, oltre alle fondamentali attività che da tempo portiamo avanti, è attivo uno sportello informativo che si occupa dello svolgimento di pratiche burocratiche quali indennità di disoccupazione, pratiche pensionistiche, domande di casa popolare. La richiesta da parte dei detenuti è molto alta in quanto si trovano nell’impossibilità di svolgere da se la maggior parte di queste pratiche oltre alla difficoltà che alcuni incontrano nel capire l’iter delle stesse. Sempre nel carcere di Marassi alcuni volontari della Compagnia hanno iniziato un’attività nuova di lettura di giornali; questa attività viene svolta con i detenuti della 6 sezione e con i detenuti del ex centro clinico. Per la prima volta   la nostra associazione si fa carico di persone che hanno o hanno avuto problemi psichiatrici   e possiamo dire che i risultati sono buoni in quanto i detenuti dimostrano interesse e forte partecipazione.

All’interno invece del carcere di Pontedecimo proseguono le attività di sostegno scolastico e affiancamento al lavoro svolto a scuola dai detenuti. Con l’estate si erano interrotti gli incontri ma da settembre l’attività è ripartita e conferma la sua utilità, anche se è importante e necessario lavorare in sinergia con l’Istituzione e gli educatori, oltre che con le professoresse, per creare il contesto e la giusta motivazione a partecipare.

 

SPORTELLO LEGALE

Dal mese di ottobre l’avvocatessa Laura Pica ha attivato presso la Veneranda Compagnia di Misericordia uno sportello legale con il compito di fornire, in forma gratuita, informazioni e orientamento per la fruizione delle prestazioni professionali e per l’accesso alla giustizia. Lo sportello si trova presso gli uffici dell’Associazione in via San Donato 6 ed è aperto tutti i lunedì dalle ore 15:00 alle ore 17:00 e vi potranno accedere gli utenti della Veneranda Compagnia di Misericordia e loro familiari.

 

TESTIMONIANZE

HO CONDIVISO PAURE E SPERANZE

Un tempo per me erano nei film, nei libri o nelle pagine di giornale, ora i detenuti e il mondo carcerario sono nella realtà della mia vita. Hanno tutti un nome, un volto, una loro storia ma soprattutto sono persone come me, uguali a me, diversi unicamente perché privati della loro libertà per pagare un errore, per espiare una colpa, per scontare quindi la loro pena. Nessuno è infallibile, ciascuno di noi può commettere sbagli nella vita, si scontra con alcune miserie personali, vive difficoltà o ha mancanze nei principi della legalità e basta un nulla per ritrovarsi nella dura e cruda realtà del carcere. Mai avrei immaginato che un giorno mi sarei fatta così prossima ai carcerati, incredibilmente con gioia.  Ho iniziato la mia esperienza di servizio in Casa-famiglia della Veneranda Compagnia di Misericordia, dedicando qualche notte alle detenute ivi ospitate in misura di detenzione alternativa, in attesa cioè di portare a termine la loro pena, spesso usufruendo dei primi permessi di momenti di libertà o di un principio di attività lavorativa. Dare loro una prima assistenza efficace dopo il carcere e una calorosa accoglienza, è il proposito ed il compito delle operatrici e delle volontarie presenti. Spesso le detenute sono senza famiglia e senza aiuti esterni, hanno bisogno di tutto, di beni materiali, ma in particolare di affetto e di disponibilità. Ecco così le mie serate trascorse insieme alle ragazze a preparare e condividere la cena, spesso gustando piatti di cucina etnica da loro preparati, a giocare a carte, vedere un film, ma più di tutto a donare loro ascolto, amore e parole di conforto, a volte anche fino a tarda notte. Non faccio differenze: né razza, né condizione sociale, né colore mi bloccano. Per loro invece la convivenza e le diversità sono molto difficili da affrontare.  Imparo ad accettarle una ad una, con il loro modo di essere, le loro paure e povertà, le loro speranze. Imparo a non giudicare a priori e come sia importante non discriminare nessuno. “È la vita che ti porta” – tante volte l’ho sentito dire- “a sbagliare, a commettere piccoli o grandi crimini.” Dopo qualche tempo e qualche corso di formazione ho davanti a me una nuova possibilità: arroccato su di una collina, in mezzo ad un bosco e nella quiete del silenzio, il carcere di Pontedecimo mi apre le sue porte in qualità di volontaria. La mia vita e la mia libertà da una parte, quella emarginata e reclusa dall’altra: entrambe vite, così distinte tra loro. Un mondo e un tempo così nuovo e così diverso, dove la mancanza di libertà, di affetti e di spazi aperti si fanno sentire duramente e dove i tempi non sono più i tuoi ma quelli dettati dal regolamento penitenziario. Tutto diventa attesa: l’attesa di un colloquio, di una lettera, di un pacco, di una fotografia, della visita di un familiare e persino di quella dell’avvocato. Cosi hanno inizio settimanalmente i miei colloqui di sostegno, ai quali si aggiunge la toccante partecipazione alla S. Messa insieme ai detenuti ogni sabato pomeriggio.  Dopo un primo colloquio con gli educatori, mi preparo ad entrare nella sezione femminile percorrendo un breve tratto di strada e di scale, spesso accompagnata dalla preghiera interiore. Ne ricevo tanta forza. Un agente mi fa entrare e sento l’inesorabile rumore delle grandi chiavi che sbarrano l’ingresso alle mie spalle e che risuona per tutto il tempo della permanenza. Mi sento sempre di buon umore e il sorriso mi accompagna senza alcuna fatica; ne ricevo tanti in cambio dalle detenute e sono contenta. È un mondo in cui si soffre molto e per le donne pare che sia un dolore ancora più grave che per gli uomini: sono mamme, mogli, figlie, per le quali spesso la vita non ha più significato. La loro speranza spesso muore. Ho così imparato a conoscere da loro la pesantezza e la dimensione di questo dolore, nonché la tristezza e l’amarezza che si accompagnano alla pena. Sento così di essere lì per portare serenità e affetto, per cercare di costruire un rapporto di aiuto e di amicizia, per ascoltarle, recuperare un po’ della dignità che hanno perso, dare speranza, aiutarle infine a trovare una collocazione abitativa se sprovviste, sopraggiunto il loro fine pena. Sembra facile, non sempre lo è. È di fondamentale importanza trovare  un giusto equilibrio, difendendosi dal possibile forte coinvolgimento emotivo e pratico. Per tanti, anche vicini a me, é difficile comprendere questo mio tipo di servizio. Per me è una conseguenza naturale e sincera del mio vivere da cristiana, in particolare in questo Anno del Giubileo della Misericordia in cui ho l’enorme grazia di varcare insieme alle  detenute la porta della loro cella e fare continuamente esercizio della sesta opera di misericordia corporale. È per me una grande ricchezza poter dar voce con la mia presenza in carcere alle intenzioni della Chiesa e di Papa Francesco, quella di farsi vicini agli ultimi, agli emarginati, di dirigersi verso le “periferie della nostra esistenza” e di portare un barlume di luce e il messaggio di Gesù Cristo, entrando nella solitudine, nelle paure e nel buio dei carcerati.                               

 Cristina Ercolani

 

LA VOSTRA VOCE

Buon giorno, sono una ragazza di 26 anni che lavora part-time; ho molto tempo libero e vorrei impegnarmi in qualche attività di volontariato. Tramite Celivo sono venuta a conoscenza della vostra associazione e ho trovato molto interessanti le attività di sostegno che offrite e vorrei saperne di più. Non ho esperienza in quest’ambito ma mi piacerebbe molto entrare in contatto con questo mondo e poter dare una mano a che si trova in situazioni difficili e ha bisogno di aiuto: credo sia un’attività svolta da pochi ma utile per molti, per questo spero di poter fare qualcosa insieme a voi. In quale delle vostre attività potrei impegnarmi? Sono richieste particolari competenze per collaborare con voi come volontaria?

Vi ringrazio e aspetto una vostra risposta

Laura

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Cara Laura, grazie per averci scritto. Si c’è molto bisogno di volontari che si dedichino alla giustizia penale non solo dentro il carcere ma anche fuori per sostenere e accompagnare le persone che scontano la loro pena nelle cos dette misure alternative. I volontari della nostra associazione oltre ad andare in carcere operano soprattutto in questa direzione. Nella nostra sede in via san Donato 6 abbiamo una casa famiglia che ospita detenute in misura alternativa, due laboratori/scuola di cucito, una lavanderia, un centro distribuzione abiti. È in una di queste attività che potresti inserirti inizialmente e verificare il tuo reale interesse in questo settore di volontariato cos utile e anche cos delicato. Penso che la cosa migliore sia che tu ci venga a trovare  in modo da conoscerci  reciprocamente e, prima di iniziare ad operare, seguire un breve corso di formazione che ti introduca nel pianeta “carcere”.Telefonaci o scrivici una mail per prendere un appuntamento. Ti aspettiamo

 

NOTIZIE

  • Hanno finito a Settembre il servizio civile Fabiola e Laila,che ringraziamo per la collaborazione. Cogliamo l’occasione per dare il benvenuto a Camilla e Ruslan che da Ottobre sono attivi presso la nostra associazione, per il nuovo progetto di servizio civile.
  • Il giorno 21.06.2016 si è svolta la vestizione di nuovi confratelli e consorelle: Ignazio de Franchis, Cristina Ercolani, Marcello Faita, Adriano Mauri, Laura Pica, Maura Sarti, Carlo Sparviero, Rosalia Alamia, Maurilio De Rosa, Antonella Vaccari, Maria Angela Viterbo

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  • Nel corso del 2016:

– le ragazze accolte presso Casa Famiglia sono state 8

-i detenuti ospitati, anche più volte, in permesso premio presso Casa Mandela sono stati 42; le richieste di permesso sono invece state 36.

-le ragazze impegnate presso i due laboratori di cucito sono state 13

-sono stati occupati in lavanderia 7 donne e 2 uomini

-il centro colloqui ha effettuato 96 colloqui con utenti esterni, 103 con le ragazze inserite nei laboratori, 78 con le ragazze di Casa Famiglia, 131 con le ragazze inserite in lavanderia e 102 con i detenuti in permesso premio.

 

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Ricordiamo ai confratelli e alle consorelle di rinnovare la quota associativa di 50 euro. È possibile rinnovare la quota scegliendo una delle seguenti modalità di pagamento:

Conto corrente postale n. 10302164 intestato a Veneranda Compagnia di Misericordia ONLUS.

Conto corrente bancario n. 23201/80 Banca Carige Veneranda Compagnia di Misericordia ONLUS

IBAN:IT42V0617501406000002320180