Il progetto intende raccogliere la sfida di intervenire sulle pratiche di accoglienza e di cura delle famiglie con un genitore o un fratello/sorella detenuti delle case circondariali di Marassi (maschile) e di Pontedecimo (unico carcere femminile di tutta la Liguria), partendo dal presupposto che la presenza dei bambini in carcere è paradossale e quindi radicale nella sua richiesta di normalità e di riconoscimento dei diritti fondamentali dei minori (in particolare dell’Art. 9 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza) e degli adulti di riferimento. Una sfida che non può non ragionare in termini di comunità educante ed avere una ricaduta positiva per tutti: i bambini stessi ma anche i genitori detenuti, agenti e operatori e, infine, l’intera collettività.

Questo progetto si rivolge in particolare a bambini 0-6 e alle relative famiglie delle case circondariali di Marassi e di Pontedecimo, famiglie in situazione di grave vulnerabilità sia dovuta all’alto livello di esclusione sociale dei componenti (povertà, clandestinità, tossicodipendenza, devianza ecc.) sia alla specifica condizione di reclusione di uno dei due genitori o di un/una fratello/sorella. A complicare questa situazione, si aggiunge l’assenza in Liguria di ICAM (Istituti a Custodia Attenuata per detenute Madri) così come di nidi interni alle due Case Circondariali. Marassi è il carcere più grande della Liguria, con una capienza di 450 posti, affetto da un endemico sovraffollamento. Al momento della visita di Antigone nel 2016 i detenuti presenti erano 712, con una grande percentuale di stranieri e di persone in attesa di giudizio. L’assenza di mediatori culturali e linguistici (se non volontari) comporta notevoli difficoltà nella gestione e assistenza della popolazione detentiva straniera. Si registra inoltre una carenza di personale pari al 20% di quello previsto dalla pianta organico. Il principale nodo problematico è rappresentato dalla coesistenza di diverse tipologie di detenuti e di diversi circuiti detentivi: in attesa di giudizio, a custodia attenuata, protetti, ad alta sicurezza, condannati a lunghe pene detentive, malati e con problemi psichiatrici. In alcuni casi le famiglie sono seguite dai servizi sociali del Comune e contattate, per le attività istituzionali di competenza, dagli UEPE (Uffici di Esecuzione Penale Esterna del Ministero della Giustizia). FONTE: http://www.associazioneantigone.it/osservatorio_detenzione/liguria/10-casa-circondariale-di-genova-marassi

Pontedecimo è l’unico carcere femminile di tutta la Liguria, ma ospita anche detenuti maschi. Come marassi, sconta un sovraffollamento (131 detenuti a fronte di 96 posti regolamentati) e una significativa carenza di personale, soprattutto di Polizia Penitenziaria (119 effettivi a fronte dei 161 previsti). Il circuito maschile è interamente dedicato alle categorie c.d. protette (sex offenders, agenti, collaboratori di giustizia). La differente ragione di protezione dei detenuti, tuttavia, crea notevoli problemi di gestione degli spazi comuni riservati alla popolazione maschile. Per i colloqui, sono presenti due sale per colloqui ordinari, una per i colloqui con minori di anni 12 e un’area verde sempre per i minori di anni 12. Tutti questi spazi non sono pensati per accogliere famiglie con bambini 0-6; l’area verde esterna, inoltre, è spesso inutilizzabile in quanto d’inverno fa troppo freddo e d’estate troppo caldo.

FONTE: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_data_view.wp?liveUid=2014DAPCARD&Nome=UFF57062

 

 

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