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LA STORIA
Il passato
Si chiama "Compagnia di Misericordia"e si fregia del titolo di "Veneranda": quanto basta per capire che si tratta di una istituzione antica. Infatti da cinque secoli opera in favore dei carcerati e dei loro famigliari. La Compagnia è citata già nel 1464 e in molti documenti successivi. In particolare si legge che "lo scopo di questa lodevolissima Instituzione si è quello di assistere, instruire, sollevare i carcerati, indurre a penitenza cristiana e confortare i condannati a morte, e dar quindi sepoltura ai loro corpi (…)".
Significativi sono stati i riconoscimenti ufficiali al merito della Compagnia e i molti Confratelli illustri, laici e religiosi, che vi hanno aderito: fra questi ultimi il futuro Papa Benedetto XV (figlio di un Governatore della Compagnia), Mons. Tommaso Reggio e Don Agostino Roscelli -
Il libro è disponibile presso la sede della Compagnia.
Alla base dell’attività c’è l’impegno di volontariato delle Consorelle e dei Confratelli, e la disponibilità di locali nella sede della Compagnia. La Compagnia non opera su "grandi" numeri, ma agisce in profondità sui casi personali. L’assistenza non si limita agli ex detenuti (che hanno scontato la pena) e alle famiglie dei detenuti, ma è estesa a figure nuove, come coloro che sono in permesso premio, in affidamento ai servizi sociali, agli arresti domiciliari, o semiliberi. Si può concludere affermando che la Veneranda Compagnia di Misericordia è sempre stata fedele, con impegno e discrezione, al suo scopo originario di assistere i carcerati e, più in generale, persone coinvolte in problemi con la giustizia.
Essa costituisce un esempio di volontariato di grandi tradizioni e, insieme, di particolare attualità. Il conoscerne l’esistenza e le iniziative può essere utile per prendere coscienza di problemi particolarmente importanti e delicati, alla cui soluzione -