Riconosciuto il ruolo del volontariato per l’assistenza penale esterna: Circolare 8/2017

Da Sesta Opera

Il Presidente della Sesta Opera San Fedele, Guido Chiaretti: “Accolte e valorizzate le nostre richieste. Ora comincia la delicata fase attuativa

 

Milano, 16 maggio 2017 – Cambia l’apporto del volontariato carcerario nella delicata fase del reinserimento sociale del detenuto. Lo ha spiegato Guido Chiaretti, Presidente confermato dell’Associazione Sesta Opera San Fedele, che sabato 13 maggio ha rinnovato il Comitato di Presidenza.

Commentando la Circolare 8/2017 del 13 aprile scorso, Chiaretti ha sottolineato l’importante passaggio che riguarda l’impiego di volontari nell’esecuzione penale esterna.
Dopo tanti anni di insistenza sulla necessità di riconoscere il ruolo del volontariato anche in tale ambito esterno al carcere, finalmente lo Stato ha accolto in pieno la nostra visione e soprattutto le proposte operative per riconoscere e rafforzare la presenza del volontariato anche nella penalità esterna  – ha dichiarato Chiaretti –. Si tratta di una risposta sanzionatoria privilegiata: un convincimento che le nostre associazioni hanno da tempo tratto dal pluridecennale diretto contatto con la realtà penitenziaria”.

Due, in particolare, gli ostacoli che sono stati rimossi dalla Circolare: innanzitutto, la possibilità di nomina dei nuovi volontari direttamente in capo ai direttori degli Uffici interdistrettuali di esecuzione penale esterna, con una procedura  di autorizzazione che non può superare i 3 mesi di tempo (in passato erano 12-15 mesi). In secondo luogo, è stato aggirato il limite della partecipazione come singole persone riconoscendo pienamente il ruolo delle associazioni e dando ampio mandato al volontario perché possa intervenire a tutto campo per contribuire al miglior reinserimento del condannato.

Tutto ciò ci ripaga di anni di faticoso lavoro ‘contro corrente’ – ha proseguito Chiaretti-. Ma ora ci siamo. L’ostacolo normativo è stato finalmente aggirato. Ricordo però che questo importantissimo passo è solo condizione necessaria ma non sufficiente perché il lavoro del volontario sia efficace”.

A fronte, infatti, di 56mila detenuti e di 45mila persone in comunità, si contano circa 10mila volontari operanti i all’interno dei carceri, mentre quelli all’esterno, sono circa un centinaio. Ovvero: 1 volontario ogni 5 detenuti in carcere e 1 ogni 450 nella fase più critica, che è quella del concreto reinserimento sociale.

Sono perfettamente conscio che molte sono le condizioni che spiegano e dettagliano questa differenza, ma la cosa è talmente vistosa da non richiedere dati precisi per avviare dinamiche davvero riparative – ha sottolineato Chiaretti –. L’accompagnamento di persone ristrette nella libertà, sottoposte al circuito penale, richiede un’operatività entro una rete e una seria formazione specifica. In questa direzione va la Circolare che ci rende fiduciosi per il prossimo futuro. Ora comincia la delicata fase di gestire con sapienza i primi passi attuativi lungo questa strada, iniziando anche da una corretta informazione perché sia corretta la visione distorta che l’opinione pubblica ha di questo tema”.

Siamo la Veneranda Compagnia di Misericordia

La storia della Misericordia prosegue negli anni più recenti (negli ultimi decenni) rimanendo sempre fedele con impegno cristiano al suo scopo originario di assistere i carcerati e, in più generale, le persone coinvolte con i problemi di giustizia .